1/09/2010

 

 

  

  • Curso anuales 5 niveles

  • Curso intensivos

  • Cursos de conversación

  • Inscripciones abiertas para los exámenes de la certificación PLIDA

 Matrículas en secretaría de 17,30 a 20 h.

 

Categoría: Novità scuola

30/08/2010

   

Estamos de vacaciones

 

Abrimos el 1 de septiembre de 17 a 20 h.

 

Buone vacanze a tutti

Categoría: Novità scuola

23/08/2010

Lo zuccotto è un semifreddo che appartiene alla tradizione toscana. Si dice che la sua origine risalga al Rinascimento e si debba all’architetto, scultore e pittore Bernardo Buontalenti, personaggio eclettico, tra l’altro appassionato di cucina. Il suo nome è legato alla storia del gelato, tant’è vero che nelle gelaterie fiorentine tra i tanti gusti si trova anche il “Buontalenti”.

Si racconta che i Medici, sempre disposti a meravigliare i loro ospiti, in occasione dell’arrivo dell’ambasceria di Spagna, incaricarono il Buontalenti di preparare sontuosi e stupefacenti banchetti tali da “far rimanere come tanti babbei gli stranieri, e spagnoli per giunta”. Per il banchetto inaugurale il nostro preparò i suoi dolci ghiacciati sperimentando una nuova miscela da gelare, a base di latte, miele, tuorlo d’uovo e un tocco di vino. Il risultato ottenuto grazie all’uso di materie grasse fu un dolce freddo più vellutato e gradevole al palato. È per questo che molti ritengono che il Buontalenti rivoluzionò la storia del gelato.

La ricetta

Ingredienti:

300 gr. di pan di Spagna

300 gr di ricotta fresca

300 ml di panna fresca

125 gr. di zucchero semolato

175 gr. di zucchero a velo

1 cucchiaio di cacao amaro

125 gr. di cioccolato fondente

50 gr. di ciliegine e cedro canditi

1 bicchierino di Cognac

2 bicchierini  di liquore dolce (Gran Marnier, Rhum, Maraschino)

Preparazione:

Setacciate la ricotta, poi montate la panna zuccherata con lo zucchero a velo,  ed unitela alla ricotta fino ad ottenere una crema. Dividete il composto in due parti non uguali, in quella più abbondante unite i canditi e il cioccolato fondente spezzettato, nell’altra il cacao.  Tagliate il pan di Spagna in fette sottili e bagnatele in un misto dei tre liquori e rivestite uno stampo a forma di cupola. Riempitelo con le due creme e coprite con un disco di pan di Spagna sempre inzuppato di liquore.  Conservate in frigo per almeno cinque ore.

Esistono ovviamente molte varianti a questa ricetta, ad esempio si può fare solo bianco o sostituire i canditi con delle nocciole tritate. 

Per saperne di più guarda la pagina di Puro gusto Toscano

Categoría: Gastronomia

16/08/2010

La panzanella è un piatto estivo a base di pane tipico della Toscana ma diffuso anche nel resto d’Italia, e come la maggioranza dei piatti a base di pane raffermo appartiene alla cucina popolare. Pare che fosse tipico dei contadini toscani che in questo modo riutilizzavano il pane avanzato facendo un’insalata con i prodotti dell’orto. Ma c’è anche chi dice che sia nato a bordo delle barche da pesca, dove i marinai bagnavano con acqua di mare il pane duro e ci univano qualche verdura.

Questa insalata di pane doveva però essere molto diffusa e apprezzata se nel Cinquecento il noto pittore fiorentino Agnolo di Cosimo di Mariano, detto il Bronzino , in alcune divertenti rime dedicate alla cipolla scrisse:

“Chi vuol trapassar sopra le stelle   .
en’tinga il pane e mangi a tirapelle
un’insalata di cipolla trita
colla porcellanetta e citriuoli
vince ogni altro piacer di questa vita
considerate un po’ s’aggiungessi
bassilico e ruchetta”

Ovviamente nella ricetta del Bronzino mancano i pomodori che ancora non si usavano nell’alimentazione, ma si trova la porcellanetta, un’erba selvatica dal sapore leggermente acidulo, oggi non più usata.

Anche sulle origini del suo nome le notizie non sono certe. C’è infatti chi lo fa derivare dalla fusione di pane e zanella (piatto fondo o ciotolina) e chi dalla parola “panzana” che in origine voleva dire pappa.

 Sia come sia la panzanella è un piatto estivo semplice, buono e profumato, soprattutto se si ha la fortuna di poterlo fare con prodotti di qualità.

LA RICETTA

 Ingredienti:

Pane casalingo raffermo

Pomodori maturi

Basilico

Cipolla rossa

Cetrioli

Olio d’olio, aceto, sale e pepe

Tagliate a fette il pane e immergetelo in acqua fredda per qualche minuto, una volta ammorbidito prendetene un po’ per volta e strizzatelo e mettetelo, sbriciolandolo un po’, in un’insalatiera. Aggiungeteci tutte le verdure affettate sottilmente e abbondanti foglioline di basilico. Condite con olio, sale e pepe e mettete in frigorifero. Al momento di servirla aggiungete l’aceto.

Categoría: Gastronomia

9/08/2010

Si hay algún episodio de la historia de España del que cualquier español medianamente culto guarda algún grato recuerdo de sus años escolares, ése es el del “Motín de Esquilache”, una revolución en miniatura que estalló en Madrid en 1766 durante el reinado de uno de nuestros más famosos reyes, Carlos III.

Este rey borbónico, nacido en Madrid (aunque los napolitanos lo consideran suyo), tuvo que abandonar Italia para venir a España a suceder a su difunto hermanastro, Fernando VI, como rey de España. Y con él, Carlos se trajo a toda una camarilla de ministros y colaboradores italianos, que ya desde el principio despertaron el recelo de los madrileños. De todos ellos el que más poder acaparó y el que más odio despertó entre la ciudadanía fue el ministro de Hacienda, Esquilache, verdadera mano derecha del monarca. El rey  pronto se ganaría el cariño de sus súbditos al dedicar más tiempo a embellecer la capital de España que a los asuntos de Estado (pasando a la historia como el “mejor alcalde de Madrid”), mientras que al ministro la gente no tardó en dedicarle frases como “¡Muera el mal gobierno!” o “¡Muera Esquilache!” Leer más →

Categoría: Curiosità