31/05/2010

 

Torna anche quest’anno l’ormai abituale appuntamento col cinema italiano alla Filmoteca di Zaragoza. Dal 2 al 24 giugno, nell’ambito della rassegna Tendencias del cine italiano del siglo XXI, verranno presentati dieci film prodotti a partire dal 2000 e che ancora non sono usciti nelle sale spagnole. Tutti i film saranno proiettati in versione originale sottotitolata in spagnolo.

Il ciclo inizia mercoledì 2 giugno alle 19,45 con Il Papà di Giovanna, del bolognese Pupi Avati, per il quale Silvio Orlando ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile.

Tra gli altri film in programma le opere prime, L’estate di mio fratello, di Pietro Reggiani, Mater Natura di Massimo Andrei, La Capagira di Alessandro Piva e Santa Maradona di Marco Ponti, le ultime due hanno ricevuto il David di Donatello al miglior regista esordiente. Della romana Wilma Labate, vedremo Domenica, tratto dal romanzo di Juan Marsé, Ronda del Guinardó, dove l’azione viene però spostata dal quartiere barcellonese alle strade di Napoli. Di Carlo Mazzacurati viene presentato A cavallo della tigre, un libero rifacimento di un’agra commedia del 1961 di Luigi Comencini, e del regista salentino Edoardo Winspeare, Il miracolo, ambientato a Taranto, quasi ignorato dal pubblico italiano, presentato alla mostra del cinema di Venezia vinse il premio FEDIC.  Chiudono la rassegna due documentari, Il fantasma di Corleone di Marco Amenta, una ricostruzione della vita clandestina di Bernardo Provenzano, che fu arrestato, dopo 43 anni di latitanza, pochi giorni dopo l’uscita del film nelle sale italiane. Dallo zolfo al carbone di Luca Vullo è invece un documentario sull’emigrazione che seguì il patto italo-belga del 1946 e che portò migliaia di minatori e contadini siciliani verso le miniere di carbone del Belgio.

Il ciclo è organizzato in collaborazione con il Centro di Studi sul Cinema Italiano, L’Istituto Italiano di Cultura e il Consolato Generale d’Italia di Barcellona

 Consulta la programmazione nella pagina della Filmoteca.

Categoría: Cinema, Eventi

28/05/2010

 

Nei dintorni di Firenze si trovano numerose ville medicee, visitarle può essere anche un’ottima scusa per passeggiare per le sue colline, scoprire paesi e borghi e magari imbattersi in qualche sagra e conoscere nuovi sapori.

La villa di Castello si trova in una zona collinare alla periferia di Firenze. È famosa soprattutto per il suo giardino che Giorgio Vasari definì “il più ricco, il più magnifico et il più ornato giardino d’Europa..”, ancora oggi viene considerato come uno degli esempi più riusciti e meglio conservati di giardino all’italiana. La villa venne acquistata nel 1400 dai Medici che la trasformarono in un sontuoso palazzo ricco di opere d’arte. Come esempio basterà ricordare che Lorenzo de’ Medici, cugino di Lorenzo il Magnifico, nel 1480 commissionò a Sandro Botticelli la Nascita di Venere e la Primavera proprio per le sale di questa villa.

Cosimo, che vi aveva trascorso l’infanzia, amava particolarmente questo luogo, infatti nel 1538 la fece ristrutturare dal Vasari e commissionò il disegno del giardino a Niccolò Pericoli, detto il Tribolo, poi autore anche della prima sistemazione del Giardino di Boboli. Nel giardino, suddiviso in terrazze, si trovano sculture di Ammannati come la fontana di Ercole che scoppia Anteo o la colossale statua di bronzo dell’Appennino. 

Nella seconda terrazza, chiamata anche giardino degli agrumi, si trovano due serre dove d’inverno si conserva una spettacolare collezione di piante di agrumi, si tratta di circa 500 esemplari ornamentali di specie antiche e rare che ogni primavera vengono portati all’esterno nei loro vasi di terracotta per decorare i viali del giardino.

La composizione più spettacolare del giardino è però la grotta degli Animali, una grotta artificiale le cui pareti sono completamente rivestite da concrezioni calcaree e i pavimenti disegnati a mosaici policromi. Nelle nicchie delle pareti si trovano le tre fontane degli animali che danno nome alla grotta.

L’ingresso al giardino è libero, ed è chiuso il secondo e il terzo lunedì del mese. 

La villa dal 1972 è sede dell’Accademia della Crusca, uno dei principali punti di riferimento per la ricerca, lo studio e la diffusione della lingua italiana. Per questo motivo il suo interno si può visitare solo su prenotazione mettendosi in contatto con la segreteria dell’Accademia. In attesa di poterci fare un salto potete visitare la sua interessante pagina web dove potrete consultare il servizio di consulenza linguistica, o scoprire, ad esempio, perché il foglietto informativo dei farmaci si chiama bugiardino.

Villa di Castello

Accademia della Crusca

Categoría: Turismo

27/05/2010

 

 

Da Jacopo Della Quercia a Donatello.

Le arti a Siena nel primo Rinascimento

 Siena 26 marzo – 10 luglio 2010

 

 306 opere in mostra, una ventina di polittici ricostruiti per l’occasione, 25 restauri effettuati, prestiti dalle più prestigiose istituzioni museali del mondo e da collezionisti privati, nuovi spazi che aprono al pubblico per la prima volta, uno straordinario percorso espositivo che porterà il visitatore in diversi ambienti tra i più suggestivi della città: Santa Maria della Scala, Duomo, Cripta e Battistero, Museo dell’Opera della Metropolitana, Museo Diocesano e Pinacoteca Nazionale.

La pagina della mostra

Categoría: Arte, Eventi