Una delle domande più ripetute dopo aver letto Signora Ava è “Chi diavolo sarà questa sconosciuta Signora Ava?” A dire il vero, non si sa molto bene. Pare si tratti di una figura leggendaria del folclore molisano, un simbolo dei tempi lontani, passati per sempre, quello che in tutta Italia si esprime con l’espressione “al tempo che Berta filava” e in spagnolo “en tiempos de María Castaña“. Questo romanzo di Francesco Jovine è il terzo libro dell’attività della Dante Zaragoza Un libro, un mese corrispondente al corso 2011-2012. Signora Ava è stato paragonato a Il Gattopardo, fino al punto di essere chiamato “Il Gattopardo dei poveri”. Ma per chi ha letto l’opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa sembra un po’ esagerato e più un richiamo pubblicitario che una realtà. Si può dire che è un nipote del Gattopardo. In linea di massima, questo romanzo storico è piaciuto, soprattutto perchè racconta realisticamente la vita contadina in una regione abbastanza sconosciuta dell’Italia (il Molise) in un momento in cui la storia del Bel Paese cambierà per sempre.
Signora Ava è un romanzo che dà voce ai contadini, lo fa con poche pennellate che però dicono molte cose. Il racconto è situato fra il 1860 e 1862, anni di
cambiamenti in Italia. L’autore divide la storia in due parti. Nella prima ci presenta la vita di un paese piccolo e sperduto nel mondo, con un’atmosfera chiusa, dove tutti i suoi abitanti vivono in un mondo tradizionale, fermo, pieno di fatiche e sforzi per portare avanti le loro famiglie. Nella seconda parte del libro l’atmosfera non è più così lenta, le regole del mondo immutabile non sono più le stesse, per questo il modo narrativo dell’autore cambia e diventa più veloce. Si scatenano diversi e contrapposti stati d’animo, si mettono in moto illusioni e speranze, paure e presentimenti.
Jovine è figlio dei Pietro Veleno, uno dei protagonisti, e racconta con sincerità la loro storia. Pietro, è un giovane servo di una famiglia borghese, un umile ragazzo di campagna che abita con la madre. È convinto dell’impossibilità di cambiare il mondo e del suo destino fatale e lotta in entrambi le parti avversarie. Quando diventa “brigante”, la sua innamorata, Antonietta, lo accompagna e diventa la sua alleata. La sua storia è una storia d’amore e una storia di sconfitta, di perdita e di morte. Tra i contadini, che sono un po’ gli schiavi della situazione, e i padroni (i de Risio), c’è la figura di un prete. Questo prete, è una delle più belle figure tra i preti della letteratura italiana. Don Matteo, una sorta di povero prete contadino che sta dalla parte dei cafoni e che in qualche modo deve fare da mediatore tra loro e il potere.
In questo contesto appare quell’autentico fenomeno insurrezionale di massa che fu il brigantaggio e che viene descritto con grande realismo da Jovine. La
descrizione del mondo dei briganti è anche fortemente significativa, perché compaiono personaggi molto diversi tra di loro. Ci sono degli avventurieri, dei desertori degli eserciti. Ci sono anche dei francesi avventurieri che entrano nel meccanismo più con un ruolo di provocatori, di persone che non hanno un’idea da portare avanti. Ci sono anche le donne, fortemente presenti perché i briganti si portano dietro le loro donne, siano moglie, figlie, amanti.
C`è insomma una sorta di “guerriglia”, senza sbocco, senza grandi possibilità. Perché questi briganti del libro non sono di per sé dei nostalgici borbonici, sono semplicemente degli sbandati che non sanno più dove buttarsi, da che parte collocarsi, e che la storia travolge con storie individuali diversissime, e li mette insieme provvisoriamente. Nel 1975, il regista Antonio Calenda ha girato il film Signora Ava, 33 anni dopo la pubblicazione del romanzo. Amedeo Nazzari, Leopoldo Trieste, Remo Girone, Claudia Marsani, Romina Power e Nino Castelnuovo sono gli attori protagonisti.
Categoría: Narrativa, Novità scuola, Storia, Un libro un mese
| ITALIANO: | ESPAÑOL: | ESPAÑOL: | ITALIANO: |
| divisa | uniforme | divisa | valuta; insegna |
| incanto | subasta; encanto, encantamiento | encanto | fascino; incanto |
| relazionare | informar | relacionar | mettere in relazione, in rapporto |
Categoría: Falsos amigos, Lingua
Che cos’è
Il PLIDA è un diploma di certificazione rilasciato dalla Società Dante Alighieri.
La certificazione PLIDA è ufficialmente riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri (convenzione n. 1903 – 04/11/1993), dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (decreto 18/10/2002), dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (convenzione 11/02/2004) e viene rilasciata con il l’approvazione scientifica dell’Università “La Sapienza” di Roma (convenzione 29/06/2004).
Il PLIDA attesta la competenza in italiano come lingua straniera secondo una scala di sei livelli da A1 a C2 in progressione di difficoltà, che corrispondono ai livelli del Quadro comune europeo di riferimento.
A cosa serve
- Arricchisce il curriculum.
- Favorisce l’inserimento nel mondo del lavoro poiché è riconosciuto in tutta Europa.
- Agevola l’iscrizione nelle università italiane, possedere il livello B2 permette di iscriversi nelle università italiane senza necessità di sostenere la prova di lingua.
- Per poter accedere ai master di educazione in Spagna è requisito indispensabile avere il livello B1 certificato di una Lingua straniera del Quadro Europeo di Riferimento per le Lingue.
Come scegliere il livello
Il livello a cui presentarsi deve essere scelto in base alle proprie
competenze linguistiche. Per guidarvi nella scelta vi suggeriamo di leggere la descrizione dei livelli nella griglia di autovalutazione del QCE e la tabella degli aspetti qualitativi dell’uso della lingua parlata, che è la base per la valutazione delle prove orali.
Potete anche richiedere di realizzare un test di livello presso il nostro centro di Saragozza.
Come prepararsi
È possibile seguire un corso di preparazione presso il nostro centro. I corsi
di preparazione si realizzano un mese prima delle prove secondo un calendario che si adegua alle date di esame.
Quando e dove sostenere gli esami
Gli esami si possono sostenere in uno qualsiasi dei centri certificatori riconosciuti dalla Società Dante Alighieri.
La Sede di Saragozza della Società Dante Alighieri è Centro Ufficiale di esami per il rilascio della Certificazione PLIDA.
Gli esami si svolgono due volte all’anno: a maggio e a novembre secondo il calendario pubblicato dalla Sede Centrale di Roma.
Come iscriversi
Le iscrizioni si possono realizzare presso la nostra sede o per mail prima del 19 aprile per la sessione di maggio e prima del 14 novembre per la sessione di novembre.
Per realizzare l’iscrizione è necessario pagare la quota di iscrizione al livello scelto.
Categoría: Lingua, Novità scuola
Uno de los escritores más peculiares del panorama literario italiano, Mauro Corona, por fin ha sido traducido al español.
El calificativo de peculiar le viene como anillo al dedo, ya que Corona no es un escritor al uso. Para empezar, antes que escritor es leñador, montañero, escultor y escalador. Aunque la palabra que mejor le definiría sería la de ermitaño. Vive recluido en sus montañas, con su mujer y sus cuatro hijos, en un pueblo perdido de los Alpes friulanos.
En realidad vive muy cerca de lo que un día fue su pueblo, Erto, epicentro de una tragedia que conmocionó a toda Italia en 1963. Corona tenía tan solo 13 años cuando la presa del Vajont se reventó al desmoronarse sobre sus aguas una montaña entera, anegando todos los pueblos del valle y segando la vida de 2000 personas. Ese hecho –que al parecer las autoridades conocían con antelación- marcaría la vida del escritor para siempre haciendo de él una persona esquiva y huraña, de carácter nada complaciente, incluso en estos momentos, cuando goza de gran prestigio, primero como escultor de tallas de madera y después como escritor, convertido en todo un fenómeno editorial en Italia.
Ha llegado a las librerías españolas sólo una obra suya, Fantasmas de piedra (I fantasmi di pietra) de las casi una veintena que ha escrito. Como en muchas otras novelas suyas -Il volo della martora, La ballata della donna ertana, Vajont, quelli del dopo- rescata del olvido a su pueblo, a las gentes que lo habitaron hasta aquella fatídica noche de hace casi cincuenta años en la que una gigantesca ola los borró del mapa para siempre.
Algunas de sus obras ya habían sido traducidas a distintos idiomas –entre ellas al chino- pero a Mauro Corona le hace especial ilusión ser traducido al español, pues, según ha confesado, entre sus escritores favoritos figura Julio Llamazares, cuya obra La lluvia amarilla, siempre ha sido un referente para él. Ambos escritores tienen en común el amor por el paisaje perdido y después reencontrado, no en vano el escritor leonés también tuvo que abandonar su pueblo natal en las montañas al ser anegado por las aguas de un pantano.
Leer a Mauro Corona provoca una sensación especial, quizás por la frescura con la que describe a los animales, a sus queridas montañas y a sus habitantes, rezumando ironía, tristeza, melancolía y humor a partes iguales. Sus protagonistas son los bosques y sus moradores –martas, búhos, ciervos, árboles, plantas-, a los que describe meticulosamente, junto con las personas que pueblan esas recónditas aldeas, cuyo punto de encuentro son las tabernas, donde ahogan sus penas con un vaso de vino, como el propio escritor confiesa que hace siempre que puede.
Destacar alguna de sus obras sería tarea difícil, pero dado los tiempos que corren quizá habría que citar su novela La fine del mondo storto (El final de un mundo equivocado). En ella Mauro nos relata de forma cruda e implacable cómo pasan el último invierno de su vida los habitantes de este planeta, condenados a una muerte segura tras haberse agotado el petróleo y las otras fuentes convencionales de energía. Para él, solo volviendo a las formas de vida tradicionales de nuestros abuelos, mucho más apegados a la naturaleza que nosotros, hay alguna posibilidad de que el futuro que espera a nuestra civilización no sea tan negro como él lo pinta.
http://www.dispersoneiboschi.it/corona.html
Categoría: Narrativa
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Categoría: Falsos amigos, Lingua



