29/02/2012

essere una scamorza

  • Avere poco carattere, essere imbelli, privi di nerbo o di personalità, come il formaggio molle e poco saporito chiamato appunto “scamorza. Usato anche per un incapace, o per una persona cui è difficile insegnare qualcosa perché sembra impossibilitata a imparare veramente.
Tratto da Dizionario dei modi di dire di Monica Quarto, Hoepli Editore.

Esempi:

Un tifoso di calcio mentre guarda una partita e la sua squadra ha appena sbagliato un gol: Ma che scamorza! Ma l’hai visto come gioca? Anch’io l’avrei messo quel pallone!

 Mi aiuti,  non ce la faccio ad aprirlo.
Ma sei proprio una scamorza, non ce la fai neanche ad aprire un barattolo!

 Ma non è possibile, ma che scamorza che sei! Non ci gioco più in coppia con te, si perde sempre!

 Traduzione:  ser torpe, debilucho, cantamañanas, inepto, negado, chapucero

 A tutta birra

  • Velocemente, riferito soprattutto a veicoli a motore.
  • Una delle ipotesi è che sia corruzione della locuzione francese à toute bride, cioè “a tutta briglia”, a briglia sciolta, modificata per influsso della parola birra come allusione generica al carburante.
Tratto da Dizionario dei modi di dire di Monica Quarto, Hoepli Editore.

Esempi:

Questa volta pensavo davvero di perdere l’aereo! Sono arrivata a casa tardissimo, ho preso la valigia e sono corsa a tutta birra all’aeroporto. Appena in tempo, come vedi!

 E sui giornali:

Sarà di magra consolazione per mamma e papà alle prese con le frottole dei figli, ma le bugie dei bambini sono segno di intelligenza, indice del fatto che lo sviluppo cognitivo dei piccoli sta andando a tutta birra.

(La Repubblica, 18 maggio 2010)

 Una lite in famiglia è costata cara ad un uomo che a causa della furia della sua compagna e del figlio di lei è fuggito dalla casa a tutta birra, rifugiandosi all’ospedale di Mirano per farsi medicare il setto nasale fratturato e varie ferite da coltello.

(Corriere della sera, 14 giugno 2010)

Traduzione:  a toda velocidad, a toda leche, a toda pastilla

Categoría: Lingua, Modi di dire

27/02/2012

Todo modo è un giallo, ma è molto di più.  Innanzitutto perché l’assassino non si scopre con la lettura. E poi perché questo romanzo di Leonardo Sciascia è un libro di critica sociale. Lo scrittore siciliano vuole denunciare la corruzione del potere e la connivenza tra politica, potere finanziario e religione. Questo romanzo di Sciascia è il quarto libro dell’attività della Dante Zaragoza Un libro, un mese corrispondente al corso 2011-2012. L’autore di Agrigento rinchiude in un albergo-eremo personalità politiche, economiche e religiose, quelli che fanno parte della gerarchia del potere. Tutti sono radunati in questo misterioso e bizzarro luogo, dove, teoricamente, ogni anno fanno degli esercizi spirituali. C’è anche un gruppo di belle e giovani donne. Quasi tutti sono persone influenti. Il titolo del libro fa riferimento alla frase di sant’ Ignazio di Loyola, “inventore” di questa pratica religiosa. “Todo modo… para hallar la voluntad divina”. Ma la pace del luogo viene interrotta all’improvviso da una serie di omicidi. L’indagine viene affidata a un commissario che presto andrà in pensione.

I protagonisti sono due: Il pittore, di cui non si conosce il nome, è un visitante inaspettato che fa da osservatore e narratore e Don Gaetano, un prete intellettuale, colto eLeonardo Sciascia a Belchite (Zaragoza). molto furbo. Il loro dialogare è la base di tutte le opinioni politiche e filosofiche che Sciascia vuole mostrarci. Oltre al gruppo di politici, uomini d’affari e banchieri riuniti all’eremo per gli esercizi spirituali, ci sono altri personaggi importanti nel racconto. Il cuoco furbo, irriverente, accetta questo lavoro solo per godersi lo spettacolo di questi esercizi spirituali. Il commissario, ironico, disposto a dire quello che pensa, tanto lui va in pensione e a questo punto non si gioca più la carriera. Il procuratore Salambri. Tra questi personaggi troviamo una sorta di omertà, giacchè nessuno denuncia gli altri, e tutti tacciano.

L’ironia dello scrittore siciliano è presente in tutta la storia. Ci  sono scene che fanno sorridere ed il libro è pieno di ironie sottili. Gli studenti che hanno letto Todo modo coincidono nell’evidenziare la grande quantità di riferimenti e citazioni di opere letterarie e artistiche: pittori come Redon, Rouault, Guttuso, Grünewald, Géricault (La zattera della Medusa) Antonello, Bellini; scrittori come Edgar A. Poe (La lettera rubata), Anna M. Ortese (Un paio di occhiali), Pirandello; filosofi come La Rochefoucault, Pascal, Voltaire; papi come Pio II e Paolo VI. Sarebbe stato bello avere il tempo di approfondire in tutte questi riferimenti culturali.

Todo modo racconta l’Italia degli anni 70. Si capisce che sta denunciando il governo della Democrazia Cristiana, il partito che era al potere negli anni ´70, periodo in cui viene scritto il romanzo. Ci si può riconoscere anche una denuncia sulla Chiesa, che aveva molto potere politico in quel momento. Sono gli anni di piombo, della strategia della tensione, delle stragi di stato (così come vennero chiamate), tutte o quasi rimaste senza un colpevole. Aldo Moro sarà ucciso quattro anni dopo e poi verrà la strage di Bologna. Un paese sconvolto, confuso, con la corruzione ai più alti livelli. È un libro ancora terribilmente attuale, questo è sembrato molto duro a tutti che lo hanno letto.

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Sciascia, Todo modo è l’ultimo film del connubio cinematografico, ma anche politico e ideologico, del regista Elio Petri e l’attore Gian Maria Volontè, sodalizio che contribuì alla fortuna del cinema politico italiano degli anni settanta. Tra gli altri attori impegnati nel film vi è Marcello Mastroianni, nei panni di Don Gaetano.

Categoría: Narrativa, Storia, Un libro un mese

24/02/2012

¿  =  ?

ITALIANO: ESPAÑOL: ESPAÑOL: ITALIANO:
gota mejilla gota goccia
mutuo préstamo mutuo mutuo
rapina atraco, robo rapiña saccheggio

Categoría: Falsos amigos, Lingua

22/02/2012

Storie d’altri tempi, viaggi, miraggi e atmosfere grottesche condite con sound rigorosamente tropicale. Così parlano di se stessi i siciliani Baciamolemani, un gruppo musicale che sboccia nel 2006 e che arriva a Saragozza il prossimo 27 febbraio. Sarà alla FNAC alle 19.30 di sera. Baciamolemani (BLM) presenterà il nuovo disco L’Albero delle seppie, fatto in collaborazione con il gruppo catalano La Pegatina, con il cantautore catanese Vincenzo Spampinato e col rapper Soulcé. Un disco dalle atmosfere sempre più contaminate grazie anche all’utilizzo di oltre 20 strumenti suonati. L’Albero delle Seppie sarà inoltre pubblicato in tutta Europa a partire dal febbraio 2012 sotto l’etichetta spagnola Kasbah Music. Baciamolemani comincerà una tourné spagnola il 17 febbraio a Lleida e che porterà questi siciliani a Cerdanyola del Vallés (18), Barcelona (22 e 29), Saragozza (27), San Sebastián (1 marzo), Vitoria (2 marzo), Bilbao (3 marzo) e Ondarroa (4 marzo).

I Baciamolemani sono di Ragusa, terra di confine, ultima provincia d’Italia o forse prima provincia dell’Africa. L’ultimo pezzo di questo gruppo è La Corriera. I musicisti hanno girato il video con la partecipazione straordinaria di due dei componenti della band spagnola La Pegatina, con cui i BLM hanno intrapreso da qualche tempo a questa parte una proficua collaborazione artistica. L’Albero delle Seppie è “una scia lasciata alle nostre spalle nell’oceano musicale nel quale abbiamo navigato in questi anni e nel quale continueremo a navigare in cerca di nuove storie da raccogliere e da raccontare”, dicono i Baciamolemani sulla loro web. La Corriera è sempre in movimento, ma intanto li aspettiamo a Saragozza, tutte le canzoni di questo gruppo siciliano si possono scaricare gratis dalla web.

Nel 2006, il primo anno d’attività il gruppo calca i palchi dei locali più importanti del litorale ibleo, protagonista delle notti bianche di Ragusa e Modica, e per il capodanno suona insieme a Roy Paci & Aretuska. Sono un gruppo che mastica rumbe e danze tropicali in grado di farti danzare, volteggiare ed accomodare in questo loro spettacolo d’arte varia. In Ballacazzìz, il primo disco di BLM (2007), si raccontavano storie di treni quasi a vapore, grotteschi ritratti di sagre di paese, adorazioni di muse, pedalate in salita, balli esotici ed isole di cantalupi abitate da uomini-anguria. I Baciamolemani sono stati inseriti nella classifica delle migliori cinquanta band emergenti d’Italia. Fanno parte della band: Piero Pizzo, voce; Marco Guastella, batteria; Livio Rabito, basso; Thomas ‘Tumazzo’ Occhipinti, percussioni; Davide ‘Mr. Don Colfit’ Dipasquale, MC; Luca Digiacomo, tastiere, Enrico Giurdanella, chitarra; Andrea ‘Forestiero’ Savasta, tromba; e Andrea Dipasquale, Trombone.

Categoría: Attualità, Eventi, Impronte d'Italia, Musica

20/02/2012

Si hace unos días os contábamos que el escritor italiano Mauro Corona había sido traducido por primera vez al español, ahora os informamos de que el viernes, 24 de febrero algunos fragmentos de su libro Fantasmas de piedra se leerán en la Librería Cálamo de Zaragoza. La Librería Cálamo le ha concedido el Premio Otra Mirada 2011 y, aunque estaba previsto inicialmente que el escritor friulano viniese en persona a recogerlo, finalmente parece que no será así. Aunque claro, con Mario Corona nunca se sabe. Su página web se llama disperso nei boschi (perdido en el bosque) y así debe estar el artista porque en Cálamo no dan con él. Es un tipo tímido, poco amigo de homenajes y de una vida tradicional y ordenada. El Premio Cálamo Otra Mirada es elegido por “despotismo ilustrado“, según cuentan los responsables de la librería zaragozana en su página web. Vamos que Cálamo premia una obra  o autor que aprecian de manera especial y este año le ha tocado a Mauro Corona. Ricardo Menéndez Salmón, Abdelà Taia, Knud Romer y Rafael Chirbes son los escritores que han obtenido este mismo reconocimiento en los últimos años.

Cálamo ha premiado a Mauro Corona por Fantasmas de piedra, un relato de enorme belleza e impregnado de una dulce melancolía que ansía rememorar un mundo rural ya desaparecido para siempre. El libro, publicado por Altair, nos traslada a las desiertas calles de Erto, el pueblo de los Alpes donde nació y que fue arrasado en 1963 por una gigantesca ola de agua que sobrepasó el cercano embalse del Vajont. Más de 2.000 personas murieron sepultadas en esta tragedia.

Este hecho marcó para siempre a Mauro Corona, un hombre que se mueve alrededor de tres pasiones: la montaña, la escultura y la literatura. Como escalador ha abierto más de 300 vías en los Dolomitas y ha subido a las paredes más dificultosas de Groenlandia y Yosemite. Como escultor ama la madera a la que considera un ser vivo y poderoso. Como escritor ha publicado casi una veintena de libros de los que ha vendido solo en Italia más de 2,4 millones de ejemplares, ha sido traducido a numerosos idiomas y es depositario del aprecio de la crítica. Mauro Corona empezó a publicar en 1997, animado por la escritora Marisa Madieri y su esposo, el también escritor Claudio Magris. En 2011 recibió el prestigioso Premio Bancarella por su obra La fine del mondo storto.

Categoría: Attualità, Narrativa