‘Non so niente di te’, di Paola Mastrocola

descargaLe nostre letture continuano questa volta con ‘Non so niente di te‘, di Paola Mastrocola, un libro che parla delle aspettative, ma in particolare mette in evidenza ciò che gli altri vorrebbero che noi divventassimo. Non so niente di te è una storia diversa dalle altre, in cui un evento sembra sconvolgere un equilibrio se non finto, quantomeno instabile di una famiglia. Filippo per tanti anni non ha fatto che seguire le orme che lo avevano preceduto, senza poter cambiare direzione. Per non deludere nessuno e non creare malcontento ha vissuto la vita che gli era stata forgiata. Si mostra come un uomo perfetto, senza pecche, così come la sua famiglia lo voleva. Purtroppo però non è quella la vita che vuole Filippo, diventato un economista di successo internazionale. Un giorno, entra in una sala del college di Oxford per tenere una conferenza e tutti restano interdetti da ciò che vedono: Filippo è seguito da centinaia di pecore. Sarà questo evento a scatenare il panico nella vita dei vari protagonisti del romanzo“Non so niente di te”. I genitori vengono a sapere di ciò che è accaduto e iniziano a porsi domande fino ad allora lontane dalla loro mente a cercare di rintracciare un figlio che sembra improvvisamente sparito nel nulla. Filippo, così diverso da ciò che loro immaginavano, appare come una sorta di rivoluzionario, che riesce a mettere in discussione ogni cosa e a camminare verso il proprio sogno, differente da quello che era stato scritto da lui dalla famiglia e dalla società.

“Non so niente di te” di Paola Mastrocola evidenzia proprio la rottura degli schemi fatta dal giovane, mettendo in risalto anche la crisi che la nostra società sta affrontando attualmente

descarga (1)Paola Mastrocola è insegnante e nei suoi romanzi sempre appare il mondo della pedagogía. Risiede a Torino. Laureata in lettere ha insegnato Letteratura italiana all’Università di Uppsala in Svezia, docente poi presso il liceo scientifico di Chieri (Torino). Fino al 1999 ha pubblicato poesie e saggi sulla letteratura del Trecento e Cinquecento. Ha inoltre pubblicato raccolte di poesie, La fucina di quale Dio, Genesi 1991, e Stupefatti, Caramanica 1999. Ha ripreso questa produzione letteraria nel 2010 con la raccolta La felicità del galleggiante (Guanda). Dal 2000, presso Guanda ha pubblicato alcuni romanzi, vincitori di numerosi premi letterari: Premio Italo Calvino per l’inedito 1999 per La gallina volante; Premio Selezione Campiello 2000 per La gallina volante; Premio Rapallo-Carige per la donna Scrittrice 2001 per La gallina volante; Finalista al premio Strega 2001 con Palline di pane; Premio Campiello 2004 per Una barca nel bosco; Premio Alassio Centolibri – Un autore per l’Europa 2004 per Una barca nel bosco. Un filone della sua produzione è dedicato ai giovani: Che animale sei? Storia di una pennuta (2005), E se covano i lupi (2008). Ha scritto anche alcuni saggi, tra cui La scuola raccontata al mio cane (Guanda 2004) e Togliamo il disturbo (Guanda 2011) sulla situazione della scuola italiana. Del 2015 è il romanzo L’esercito delle cose inutili, per Einaudi; del 2016 L’anno che non caddero le foglie (Guanda) e L’amore prima di noi (Einaudi).

descarga (1)Per quanto riguarda l´argomento delle nostre ultime letture, uno dei nostri alunni ci spiega che Mastrocola ha scritto un saggio intitolato: “Togliamo il disturbo: saggio sulla libertà di non studiare”. In generale, a tutti è piaciuto questo libro scelto dalla Dante Zaragoza. Come succede sempre con Mastrocola, è un libro scorrevole, che si legge facilmente. Ha una trama curiosa fin dall ‘inzio, anzi surrealista, che ti invoglia a sapere cosa succede con Fil e il suo gregge di pecore, ma per alcuni, crea troppe aspettative e dopo alla fine delude. Per alcuni, sono di troppo tantissimi personaggi, sono troppi e molti non c´entrano con la storia. Il romanzo è soprattutto un romanzo per riflettere. Ti fa riflettere sui rapporti  tra figli e genitori. A volte la libertà di scelta nella vita viene meno a causa dei consigli dei genitori. Alcuni nei nostri dibatti raccontano storie personali che hanno vissuto con i loro figli. Hanno lasciato gli studi all’Università per andare a lavorare a teatro, essere artisti o musicisti. Dicono di sentirsi molto identificati con la mamma del protagonista, Fil. I sentimenti dei genitori verso i figli no si possono spiegare dicono, e loro soltanto vogliono il meglio per loro. Ma come dice l’introduzione al libro: cosa è il meglio? Chi lo sa. Nel libro questi sentimenti si riflettono molto bene.

descargaIl rapporto di Fil con il padre è rigido, non è il migliore. Fil voleva dedicarsi all’Economia ma non nel modo che volevano i suoi genitori. A questo punto si apre un piccolo dibatitto su se viviamo la vita che vogliamo o accettiamo la vita e le scelte che vogliono gli altri? Le opinioni sono pari, a favore e contro. Per alcuni, Fil è un vigliacco nel senso che non ha il coraggio di dire ai genitori quello che pensa, quello che vuole. Cerca di essere compiaciente, non deludere la famiglia. Per altri è bravo perché in un modo o in un altro, è riuscito a vivere la vita che vuole lui e non i suoi genitori. La famiglia di Fil è molto competitiva, ma Fil non lo è. È la pecora nera della famiglia. La madre accetta subito la decisione di Fil perché capisce che è felice. Per Fil il tempo non conta. Lui non rispetta tempi nè orari. Arriva a Oxford con le pecore perché non sa che farsene. Alla fine si apre un’altro dibatitto su se la Scuola/ Università sono utlili o no? Abbiamo bisogno veramente di prendere una laurea? Dal punto di vista dei genitori, la Scuola sempre serà utlie per imparare e per ottenere un apprendimento della vita e la disciplina. Dal punto di vista dell’ alunno non è per niente utile. Se non andiamo a Scuola, come conosciamo, come ci apriamo alla vita, come prendiamo le conoscenze? Cosa si impara veramente a Scuola? Queste sono alcune delle riflessioni che si fanno.

Una persona dice che per lei non serve a niente quello che s’impara a Scuola perché non ti insegnano a pensare, solo impari a memoria. Per lei la gioventù ora non ha una cultura generale minima. È tutto una “infarinatura”, un miscuglio di conoscenze. Non c’è nessuno stimolo culturale per i giovani. Siamo il fanalino di coda perché  abbiamo una Scuola ripetitiva e non stimolante. Tutti sono d’accordo che il sistema attuale fallisce, non ti insegna a parlare o pensare.

Per un’altra persona è importante avvicinare il Liceo al mondo lavorativo. Questa sarebbe l’ultima tendenza in Italia. Per un’ altra  non importa la strada che ha preso Fil perché ha raggiunto lo stesso scopo che se fosse diventato professore a Oxford o Stanford. Conclusione: il libro è servito per creare un dibatitto vivo sul sistema educativo, sulle scelte che facciamo nella vita. Como romanzo non è piaciuto a tutti, ma a tutti ci ha fatto pensare. Non è poco.

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