‘Nostalgia’, di Ermanno Rea

9788807032080_quartaSecondo incontro di ‘Un libro, un mese‘ nel corso 2017-2018 della Dante Alighieri Zaragoza con la lettura di ‘Nostalgia‘, di Ermanno Rea. ‘Nostalgia’, romanzo postumo dello scrittore, è la storia di un’amicizia nel Rione Sanità di Napoli, di un delitto (forse) senza castigo e di una città che vuole ricominciare. Per tutta la vita, Ermanno Rea aveva pensato a quella storia che in un tempo lontano era successa nel Rione Sanità dove da bambino aveva vissuto lunghi periodi nella casa dei nonni, in via dei Cristallini, proprio nel cuore del quartiere, una strada lunga come una lama affilata. Era nato poco lontano, in piazza Cavour 8, conosceva bene la Sanità e quella vicenda sanguinante che era venuto a sapere, espressione di tutto un modo di vivere. Doveva raccontarla, un giorno, diceva a se stesso, anche per liberarsi dell’antica angoscia. Ma tra timori e desideri, viaggi, lavoro e altri libri che l’avevano preso aveva sempre rimandato. Fino all’ultimo.

Il nostro dibattito comincia con un breve commento sulla foto della copertina del libro, una foto di Mimmo Jodice, uno dei grandi fotografi italiani. Secondo Il corriere della sera, il libro racconta la Napoli più cruda e ferina, ai piedi di Capodimonte, la Kasbah della metropoli, costruita su grotte, anfratti, androni oscuri, catacombe, strapiombi di tufo, «bassi fatti apposta per ingoiare chi fugge». È chiamata anche la Valle dei morti, era, o forse è ancora, tra criminalità e degrado, uno dei posti più derelitti d’Europa. Dove talvolta spuntano, chissà come, misteriose isole di giardini incantati. E dove, quasi un ossimoro, nacque Totò, il tragico buffone, e dove Eduardo De Filippo ha ambientato tante delle sue Cantate e anche Il sindaco del Rione Sanità.

44fd5aeb9b482e76275ea9fe9bcf46c2_XLIl libro racconta la storia di due ragazzi, Oreste, detto Malommo, e Felice, nati negli anni Cinquanta del secolo passato. I guanti e le scarpe di lusso erano a quel tempo la ricchezza di chi lavorava alla Sanità, apprezzati in tutto il mondo fino al crollo provocato dalla seriale moda cinese che spense nei vicoli le luci delle lavoranti a domicilio. La madre di Felice era una guantaia raffinata ed elegante, «la signora», veniva chiamata. I genitori di Oreste erano di un’altra qualità, se la cavavano rubacchiando, litigavano, soprattutto. La madre del ragazzo era una «vaiassa», come vien chiamata a Napoli la donna che urla.

descargaIn realtà Ermanno Rea, alla fine della vita è tornato al Rione Sanità per raccontare non soltanto la Napoli nera, ma anche l’altra Napoli, quella che ha voglia e necessità di ricominciare, nonostante i laceranti dolori: il segretario della Sezione comunista Rashid Kemali che si batte nel nome della legalità sepolta; Adele, la ragazza dei bassi oscuri che è riuscita a laurearsi in Storia dell’Arte, «la prima archeologa nata per partenogenesi da un grande sito archeologico (…) lasciato imputridire nell’incuria più assoluta». E, soprattutto, padre Rega, prete dei poveri e degli esclusi, parroco di Santa Maria della Sanità, il Monacone, che è riuscito a creare una comunità di ragazzi, a dargli coraggio e dignità, a inventare per loro opere e giorni, togliendoli dal ghetto della malavita. Un prete che crede ancora nei rapporti umani e nei saperi che possono dar fiato al fare onesto.

Ai nostri alunni della Dante Zaragoza il libro è piaciuto molto ma tutti sono d’accordo nell’affermare che è un romanzo con una struttura difficile. È un romanzo “caotico” e quello lo rende a volte un po’ pesante. Va  avanti e indietro continuamente. È una sorta di mosaico. Poi, c’è il linguaggio che usa. Non è per niente facile, c’è il dialetto napoletano presente. Insomma, non è un libro che si possa leggere in fretta. Non è triste, ma risulta un po’ angosciante. È la realtà della vita.

rione-sanita-napoliFin dall´inizio sembra un giallo, annuncia la sorte del protagonista, la sua morte. Viene ammazzato dall’amico d’infanzia. Il giallo consiste nel rispondere alla domanda: “Perchè Oreste amazza Felice?”. Ma la questione non viene risolta. Sembra un giallo, ma realmente non lo è. Non è neanche un romanzo. Nel piano intimo è una storia d’amicizia. Nel piano físico, c’è la città di Napoli, una città fatta di città. Intensa. Per alcuni studenti, le descrizioni di Napoli sono bellissime, ti invogliano a cercare in google le foto dei posti che descrive. Per altri sono ingombranti, rendono pesante il romanzo. La Sanità è un protagonista assoluto. Il rione viene descritto benisimo. La descrizione s’intreccia continuamente con il romanzo. Torniamo a domandarci perché Oreste amazza Felice? Perché torna Felice dopo 45 anni? Sembra che torni per la madre che sta morendo, ma non sa che effeto glí farà il ritorno. La decisione di rimanere a Napoli è sempre  più forte. C’è un cambiamento nel suo atteggiamento, non ha paura. I sentimenti di colpa, paura, amicizia, sono presenti dall’inizio.

Oreste sente che Felice ha tradito la loro amicizia. La vera causa perché lo amazza è questa, il tradimento dell´amicizia e non la paura di essere denunciato dopo 45 anni. La loro amicizia è essagerata, hanno un rapporto forte fin dall’infanzia. Nessuno dei due dimentica. C’è troppo rancore. Tutti i personaggi, pur essendo inventati sono molto reali. sono piaciuti molto tutti. in particolare il personaggio di padre Rega è piaciuto molto.

Felice scopre la città al suo ritorno. La Chiesa è per lui un punto di riferimento importante, è anche padre Rega. Ermanno Rea è un scrittore/giornalista, che non conoscevamo quasi nessuno degli alunni della Dante Zaragoza. È stato un piacere scoprirlo. Si parla di altri suoi romanzi, molti sul  piano della denuncia sociale. Per concludere, possiamo dire che di nuovo che l’opinione è stata unanime: il libro è piaciuto nonostante non sia stato facile da leggere. Ti invoglia a conoscere Napoli, che è la vera protagonista.

 

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