Il Palazzo del Quirinale di Roma accoglie fino al 15 gennaio 2012 una mostra che mette a confronto Filippino Lippi e Sandro Botticelli, i due grandi pittori fiorentini del quattrocento capaci di annunciare il Rinascimento dell’arte. Le sale del Quirinale ci fanno vedere il controverso rapporto che li legava, tra collaborazione – Lippi fu allievo nella bottega di Botticelli– e rivalità, sullo sfondo di una città e di un’epoca tra le più vivaci per l’arte italiana. L’esposizione testimonia, inoltre, la più recente impostazione della storia dell’arte che tende a ricalibrare le due figure e a segnare il recupero dell’opera di Filippino Lippi, dopo un’epoca di severi giudizi critici. La mostra è concentrata soprattutto su Filippino Lippi: non bisogna aspettarsi dunque opere come la Primavera di Botticelli, questo va detto subito.
L’esposizione presenta i circa 34 anni di attività del maestro, divisi in sei periodi e documentati dalle tavole, dagli affreschi, dai raffinati disegni in punta mettalica su carte colorate che ritraggono delicate figure di sapore fiammingo, mostri alati, creature marine,
da cui prendere spunto per favole moderne. In esposizione le maggiori opere dei due artisti, ma anche quelle di pittori a loro collegati, da Raffaellino del Garbo a Piero di Cosimo, dal grande tondo con la Madonna col Bambino e Storie di Sant’Anna del padre fra’ Filippo (Firenze, Galleria Palatina, 1452) fino ai capolavori di Filippino come l’Adorazione dei Magi, restaurata per la mostra.
Firenze, nella seconda metà del Quattrocento, è una repubblica governata da una Signoria composta da otto Priori ed un Gonfaliere di Giustizia che si alternano in carica ogni due mesi. In realtà, il potere è tra il 1434 ed il 1494 nelle mani dei Medici. Il loro favore è determinante, sia nel mondo della politica e degli affari che in quello delle commesse artistiche pubbliche o private. Sandro Botticelli è ben presto nelle grazie dei Medici. Nella bottega di Botticelli lavorano insiemi questi due maestri del Rinascimento italiano. La mostra offre un’occasione unica per vedere riuniti i capolavori dei maestri toscani proprio a Roma dove Filippino ha studiato le antichità e lasciato il ciclo affrescato della cappella Carafa, ripercorrendone la vicenda umana e artistica e offrendo la possibilità irripetibile di confronti con alcune opere del grande Botticelli, maestro, amico e infine rivale.
Il biglietto intero costa 10 euro. Ma visitare questa mostra può essere anche un’opportunità meravigliosa per conoscere un po’ meglio il Quirinale. Costruito a partire dal 1583 come residenza estiva del pontefice alla sommità del colle del Quirinale, per poi diventare palazzo reale dei Savoia (1870) e definitivamente la sede del Presidente della Repubblica Italiana (1946). È uno dei principali palazzi di Roma sai dal punto di vista artistico sia dal punto di vista politico. Alla sua costruzione e decorazione degli ambienti interni hanno contribuito maestri del Sei-Settecento come Pietro da Cortona, Domenico Fontana, Ferdinando Fuga, Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini…

El cementerio monumental del Verano de Roma esconde grandes sorpresas. Desde las rejas, tiene una apariencia gris y descuidada, pero su interior guarda enormes tesores. No solo es testimonio de tres generaciones de arquitectos e ingenieros, sino que guarda los cuerpos de los romanos desde 1809 y es un perfecto recorrido para conocer un poco mejor la historia del cine italiano y sus gentes.
Situado junto a la basílica de San Lorenzo, el camposanto muestra la huella urbanística de los
arquitectos Giuseppe Valadier, Gaetano Koch, o Marcello Piacentini, entre otros. Es un excelente catálogo de rostros a lo largo de más de dos siglos. Las fotografías de las lápidas son una auténtica delicia para los amantes de la sociología.
Protagonistas de la historia, el arte, la poesía y la cotidianeidad romana están enterrados en el Verano. Las tumbas muestran el desencanto y la ironía romanos, la vocación de la ciudad como capital, la problemática relación entre cultura laica y catolicismo.

Aquí tienen un lugar reservado Giuseppe Garibaldi; la amante de Mussolini, Clara Petacci; el poeta Giuseppe Gioacchino Belli, conocido como Trilussa; y miles de cuerpos anónimos que descansan solas o en familia. Escritores como Gianni Rodari, Natalia Ginzburg, Goffredo Mameli, Grazia Deledda, Giuseppe Ungaretti oAlberto Moravia reposan en el Verano.
Historias de cine
El cementerio monumental sirve también para conocer un poco mejor la historia del cine italiano. Aquí están sepultados directores, guionistas, montadores, actores, dobladores y muchos otros integrantes de la gran pantalla que consiguieron mostrar al resto del mundo grandes obras maestras.
El famoso transformista Leopoldo Fregoli está enterrado en San Lorenzo, al igual que los hermanos futuristas Anton Giulio y Ludovico Bragaglia. El director de cine Alessandro Blasetti, que debutó en la dirección al final del periodo del cine mudo también descansa junto a la Via Tiburtina, al igual que los hermanos Edoardo y Peppino di Filippo, maestros del cine y el teatro.
Los grandes directores del neorrealismo italiano también reposan en el Verano.
Vittorio de Sica y Roberto Rossellini, al igual que líderes de la comedia italiana como Luigi Zampa o del spaghetti-western como Sergio Leone. El director Elio Petri, conocido por su implicación sociopolítica en películas como“Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”forman parte de la memoria histórica del cementerio. El último de los grandes directores que se ha enterrado aquí ha sido Mario Monicelli. El silencio que rodea las tumbas permite escuchar la voz del doblador Ferruccio Amendola, la voz italiana de actores como De Niro, Pacino o Stallone.
Y los rostros más conocidos de la gran pantalla tienen un trocito de tierra en este camposanto. Los actores Vittorio Gassmann, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Nanni Loy, Anna Magnani(enterrada en la capilla de la familia Rossellini), Aldo Fabrizi…
Algunas lápidas como la de Mastroianni permanecen casi olvidadas y cubiertas por la vegetación, pero otras, como la del gran Albertone, cambian cada día. En su panteón, hay bufandas “giallorosse” de la Roma, flores, felicitaciones por su 91 cumpleaños, notas de cariño de una familia de Padua… 
La tumba del cantautor Rino Gaetano, fallecido en accidente de tráfico, está también en el cementerio del barrio de San Lorenzo. Sus restos descansan en la zona de los nichos, junto al pueblo romano, como a él tanto le hubiera gustado.
Categoría: Cinema, Cose d'Italia, Curiosità, Turismo

Cuando Augusto regresó a Roma tras conquistar la Galia e Hispania en el año 13 a. de C., el emperador ordenó levantar un altar para festejar la paz. El Ara Pacis se inauguró en el año 9 a. de C. y tras siglos de vicisitudes, en el siglo XX, el Ara Pacis se ha convertido en la primera obra arquitectónica realizada en el casco histórico de Roma desde la caída del fascismo.
En el 2011, el Ara Pacis se ha convertido en un museo, está completamente restaurado y protegido por una gran urna de cristal. El problema es que a este colosal altar encargado por Augusto le ha salido un competidor: la muestra callejera de Fausto Delle Chiaie. Las 45 piezas de este artista callejero encandilan a chicos y grandes a su paso por el muro lateral del Ara Pacis. Dejan embobados a más de uno y logra incluso que turistas y paseantes olviden la monumentalidad del Ara Pacis.

Sus obras parecen ligeras, pero cada una de ellas esconde un pensamiento profundo, una reflexión sosegada, una sonrisa callada. La sorpresa es parte fundamental del recorrido por la muestra de Delle Chiaie, una sorpresa que finaliza en el propio artista, que espera y admira sentado la reacción de los visitantes a su trabajo. Como él mismo dice, los caminantes también forman parte de la obra de arte.
Categoría: Arte, Attualità, Cose d'Italia, Curiosità, Turismo
I morti sempre sono stati importanti a Roma. E nel cimitero acattolico della città eterna i defunti sono “gioiosi”. I morti riposono all’ombra della Piramide di Caio Cestio, pini, cipressi e rose selvatiche. I morti sono sempre accompagnati dalla presenza silenziosa dei gatti che guardano le loro tombe. Il luogo ispira pace, speranza e perché non riconoscerlo…un po’ di gioa. Tra gli altri, qui riposano John Keats, Percy Shelley, Antonio Gramsci, Emilio Gadda o l’attrice Belinda Lee. Istituito verso il 1738 è conosciuto come cimitero degli stranieri, dei protestanti o degli artisti. A quell’epoca, lo Stato Pontificio non permetteva dare sepoltura ai non cattolici in terra benedetta e le inumazioni dovevano aver luogo di notte. La zona dove sorge il cimitero, fra Porta San Paolo e il Testaccio, ancora nel ’700 e fino ai primi dell’ ’800 faceva parte dell’agro romano. Da allora quasi 4.000 sono le persone che dormono qui: inglesi e tedeschi soprattutto, ma anche molti americani e scandinavi, russi, greci; persino qualche cinese e rappresentante di altri paesi orientali.
Poco tempo fa, il cimitero apparse in un articolo del New York Times come uno dei luoghi da non perdere se si è 36 ore a Roma.
Appartienne anche al Percorso Cimiteri Europei dell’UE. La statua dell’Angelo del Dolore, che accompagna la tomba dello scultore americano William Wetmore Story e sua moglie, è sulla copertina di un CD di musica rock e anche molti ragazzi si avvicinano al cimitero appositamente per vederla. Alcuni sono tutte le mattine al cimitero con un libro in mano. Altri fanno una passeggiata circondati dai canti degli uccelli e da un silenzo ed un odore incredibili accanto a una zona completamente circondata dalle macchine. Qui non ci sono soltanto i morti, ci sono anche dediche a persone che non potevano essere seppelite qui: come la dedica a una signora che viveva nelle vicinanze o quella a un’altra signora che ha trascorso molto tempo a Roma, ma che ora è sepolta in Finlandia.
Il cimitero acattolico è privato. La sua gestione è demandata ad una associazione formata da 14 ambasciate in Roma che hanno sepolture dei connazionali nel cimitero. L’entrata è gratuita, soltanto si chiede un’aiuto di 2 euro per la conservazione di questo posto, ma la donazione è volontaria. Il cimitero è ancora attivo e le sepolture sono permesse sia nelle esistenti tombe di famiglia sia nei nuovi loculi per urne cinerarie. La tomba più antica tuttora esistente è quella di Gorge Langton che morì nel 1738. Nella Parte Antica si possono visitare parecchie tombe che risalgono alla fine del 18° secolo. L’indirizzo esatto è Via Caio Cestio, 6. Si può visitare da lunedì a sabato dalle 9.00 alle 17.00 (ultimo ingresso alle 16.30) e la domenica ed i festivi dalle 9.00 alle 13.00 (ultimo ingresso alle 12.30).



