Prima comunione è il titolo
del film che si potrà vedere oggi nella Sala Pilar Sinués nel
Paraninfo dell’Università di Saragozza alle
19.30, dentro del ciclo dedicato allo sceneggiattore italiano Cesare Zavattini. È una pellicola del genere
commedia del 1950 diretta da Alessandro Blasetti. Il film
racconta la storia della figlioletta del Cavaliere Carloni,
proprietario di una pasticceria di Roma. La bambina deve fare
la prima comunione. Fervono i preparativi, in
casa arrivano copiosi auguri e regali, quello che però non arriva è l’abito
da cerimonia della bimba, che piange, la sarta è stranamente in ritardo.
Carloni decide di andare lui stesso a
cercare la sarta a casa sua per ritirare il vestito, con la sua nuovissima
automobile che sa guidare a malapena. Difatti durante il viaggio prima prende
una multa, arriva alla casa della sarta e ritira il vestito, ma a questo punto
l’auto si guasta, il ritorno verso casa diventa un’odissea: taxi soffiati
sotto il naso, autobus urbani strapieni, liti con tutti.

Secondo la
critica, si tratta di una storia esemplare alla maniera di Zavattini, con
fatti e fattarelli della vita quotidiana che assumono carattere di simboli
della nostra società, personaggi e macchiette che sintetizzano in pochi tratti
taluni aspetti del nostro vivere in comune, fornisce la materia prima per un
film che Blasetti ha condotto con grazia e leggerezza, stile bonario e ironia.
I meriti sono di sceneggiattura (Zavattini e Suso Cecchi
D’Amico) più che di regia.
Il film è una riflessione sull’egoismo e sulla volontà di prevaricare
sugli altri e piegarli ai nostri scopi, anche quando abbiamo torto. Il protagonista, a causa di questa sua tendenza,
complica una situazione già difficile di per sé e fa molta più fatica per
cavarsela. La voce del narratore è di 
Alberto Sordi, che rende il film molto caratterizzante e
divertente. L’attore protagonista è Aldo Fabrizi
Prima comunione è
stato inserito nella lista dei 
100 film
italiani da salvare
. La lista aveva
lo scopo di segnalare «100 pellicole che hanno cambiato la memoria
collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978
«.