La Filmoteca de Zaragoza ha programmato un ciclo dedicato al regista italiano Renato Castellani tra il 3o settembre ed il 6 ottobre. “Sotto il sole di Roma“, “Due soldi di speranza“, “Giulietta e Romeo” e “Il brigante” sono i titoli dei quattro film di Castellani che si potranno godere a Saragozza. Dopo la laurea in architettura si avvicina al mondo del cinema in veste di consulente militare per “Il grande appello“ (Mario Camerini, 1936). Scrive critiche cinematografiche e lavora – come sceneggiatore o aiuto regista – con nomi importanti del cinema italiano del tempo, quali Augusto Genina, Mario Soldati, Alessandro Blassetti. Renato Castellani raccontava che “‘diventare regista è stato relativamente facile. Facevo l’aiuto di Blasetti e di Comencini che erano i migliori in Italia. Per di più avevo il vantaggio di essere uno sceneggiatore’. Castellani impiegò solo un pomeriggio per scrivere il soggetto del suo primo film, “Un colpo di pistola” (1941), tratto dall’omonimo racconto di Alexandr Puskin, alla sceneggiatura del quale partecipa anche lo scrittore Alberto Moravia.
Con la trilogia costituita da “Sotto il sole di Roma“, “È primavera“ e “Due soldi di speranza“, tutti girati in esterno e con attori non professionisti o esordienti, dette vita ad un nuovo genere, definito neorealismo rosa, malvisto dalla critica, ma destinato ad un vasto successo di pubblico. Nella sua vita gira sedici film. Con “Due soldi di speranza” vince il Grand-Prix di Cannes nel 1952 e con “Giulietta e Romeo” il Leone d’Oro di Venezia nel 1954. Dopo qualche altro film significativo come “I sogni nel cassetto” e “Il brigante“, Castellani si dedicò soprattutto a biografie televisive a puntate, di largo seguito come “Vita di Leonardo” (1971) o “Verdi” (1982).
“Sotto il sole di Roma” è la storia di un gruppo di ragazzi romani durante la Seconda Guerra Mondiale. Il regista fa appena intravvedere un giovane Alberto Sordi, allora agli inizi della sua carriera. Il film permette di vedere una curiosa immagine del Colosseo e i dintorni di San Giovanni in Laterano negli anni quaranta. Costituisce la prima parte della trilogia della povera gente. I protagonisti sono Ciro, diciasettenne figlio di una guardia notturna e una casalinga, e il Geppa, un povero ragazzo che abita nei sotterranei del Colosseo nella Roma occupata dai tedeschi.
“Due soldi di speranza” è una commedia che racconta la vita di Totò e Carmela, due tipici esempi dei ‘poveri ma buoni’, due amanti tormentati a Napoli. Totò è un giovane appena tornato dal servizio militare che deve fronteggiare l’amara realtà dell’Italia post-bellica imparando l’arte dell’arrangiarsi. Carmela è la bella figlia di uno scorbutico costruttore di fuochi d’artificio. Fra i due c’è sempre stato l’amore, così forte da vincere su tutte le avversità che li costringono l’uno lontano dall’altra.
Per “Giulietta e Romeo” Castellani vorrebbe Elisabeth Taylor e Marlon Brando, ma deve accontentarsi di Lawrence Harvey e Susan Shentall che comunque gli fanno vincere lo stesso il Leone d’Oro di Venezia. In seguito, prendendo in prestito i ricordi autobiografici del fratello medico, scrive la storia di due giovani che si ribellano alle regole della famiglia e della società, senza troppe drammatiche lacerazioni. Il clima, infatti, è d’incanto e loro sembrano destinati a diventare adulti grazie solo all”entusiasmo dell’amore.
“Il brigante” è la storia di Michele, accusato ingiustamente di omicidio che viene incarcerato. Fugge e torna al paese dopo la Liberazione. Qui guida l’occupazione delle terre
da parte dei contadini, ma rispunta la vecchia accusa e deve fuggire di nuovo. Milella, la sua compagna, lo segue e viene uccisa per sbaglio dai carabinieri. Michele, impazzito, compie una strage prima di essere a sua volta ammazzato.
Castellani morì a Roma il 28 dicembre 1985. Era nato a Finale Ligure, provincia di Savona, il 4 settembre 1913 e fino a 12 anni ha vissuto in Argentina dove i genitori erano emigrati. Tornato a Milano, si laurea in architettura nel 1936 ed entra subito nel mondo del cinema. Ha vissuto per molti anni a Tropea.
Filmoteca de Zaragoza – Palacio de los Morlanes
Novísimos cineastas italiano
26 agosto ore 20,00 - 27 agosto ore 17,30: Ma che storia, Gianfranco Pannone, 2010
Filmoteca de Zaragoza – Palacio de los Morlanes
Novísimos cineastas italiano
24 agosto ore 18 - 25 agosto ore 20: Camicie verdi, Claudio Lazzaro, 2006
24 agosto ore 22 - 25 agosto ore 18: Il resto di niente, Antonietta De Lillo, 2003
Filmoteca de Zaragoza – Palacio de los Morlanes
Novísimos cineastas italiano
19 agosto ore 20,15 - 20 agosto ore 18: Liberate i pesci, Cristina Comencini, 1999
19 agosto ore 22 – 20 agosto ore 20: La ragazza del lago (No mires atrás), Andrea Molaioli, 2007
Filmoteca de Zaragoza – Palacio de los Morlanes
Novísimos cineastas italiano
17 agosto ore 20,00- 18 agosto ore 18: La lingua del santo, Carlo Mazzacurati, 2000



