8/04/2012

Simbolo della Pasqua fiorentina è lo Scoppio del Carro che si svolge tutti gli anni il giorno di Pasqua. Le origini di questa cerimonia risalgono ai tempi della prima crociata, si racconta infatti che nel 1099 il capitano fiorentino Pazzino de’ Pazzi si batté valorosamente contro gli infedeli e issò il vessillo cristiano sulle mura di Gerusalemme. Per questo venne premiato con tre scaglie di pietra del Santo Sepolcro di Cristo, ora conservate nella chiesa dei Santissimi Apostoli, che Pazzino portò a Firenze nel 1101 e che furono usate per trarne una scintilla di fuoco “novello” distribuito dopo la benedizione pasquale alle famiglie per riaccendere il focolare domestico. Si diffuse così a Firenze l’uso, attestato per Gerusalemme durante le Crociate, di distribuire al clero ed al popolo il “fuoco santo” nella basilica dell’Anastasis o del Santo Sepolcro, come segno della Resurrezione di Cristo.

Oggi due buoi bianchi trasportano il carro, detto dai fiorentini “Brindellone”, dal Piazzale del Prato fino al Duomo di Firenze. Un filo di ferro unisce il Carro all’altare maggiore di Santa Maria del Fiore. Lungo il filo è legata una colombina che porta nel becco un ramoscello di ulivo e ha il compito di scivolare con la miccia accesa per incendiare i fuochi d’artificio contenuti nel carro. Durante la S. Messa, al momento del Gloria, l’Arcivescovo accende i razzi della colombina che scorre lungo un filo, percorrendo tutta la navata centrale; qui appicca il fuoco ai mortaretti piazzati sul “Carro” e torna indietro verso l’altar Maggiore.

La tradizione dice che se la colombina compie il percorso per intero e lo scoppio è perfetto, si preannuncia per la città un anno positivo. I fiorentini sono sempre molto attenti alla buona riuscita del volo, forse perché l’ultima volta che la colombina si inceppò fu nella Pasqua del 1966, il 4 novembre delle stesso anno avvenne la terribile alluvione di Firenze.

 

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20/09/2011

Vasari, gli Uffizi e il Duca

Firenze – Galleria degli Uffizi

Fino al 30 ottobre

 

Per commemorare il quinto anniversario della nascita di Giorgio Vasari, Firenze ha organizzato questa mostra che partendo dal complesso edilizio degli Uffizi, risalta in particolare il Vasari architetto e lo stretto rapporto che ebbe con il Duca Cosimo I.

È a lui infatti che si deve la ristrutturazione di Palazzo Vecchio e la costruzione degli Uffizi dove, rispettando la volontà assolutistica del Duca, riunisce le istituzioni amministrative e di governo, le cosiddette Magistrature o Arti. Vasari riesce a dare forma architettonica al programma politico e alla volontà di autorappresentazione del Duca. L’edificio  è un vero e proprio frammento di città nuova, che salda in un unico organismo le due residenze ducali di Palazzo Vecchio (sede del governo) e di palazzo Pitti, al di là dell’Arno (residenza del Duca), imprimendo sulla città la presenza fisica del Potere.

La pagina della mostra

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18/07/2011

Prendete una cartina di Firenze e guardate, nel tratto tra il Ponte alle Grazie e il Ponte San Niccolò le colline scivolano quasi fino al fiume. È facile raggiungerle, anche a piedi, e iniziare una passeggiata nel verde con viste a sorpresa sulla città.
Siamo nell’Oltrarno. Il Giardino di Boboli, il viale dei Colli con il Piazzale Michelangelo, la chiesa di San Miniato al Monte sono lì, pazienti e pronti a ricevere giorno dopo giorno frotte di turisti desiderosi di portarsi via un ritratto di Firenze. Lì in mezzo, tra Boboli e il Piazzale, schivo e silenzioso osserva questo andirivieni il Giardino Bardini.
Quattro ettari di bosco, frutteto e giardino racchiusi tra via San Niccolò, Costa San Giorgio e le mura medioevali. Nato dalla fusione di più proprietà , il giardino fu acquistato dall’antiquario Stefano Bardini nel 1913 e completamente rinnovato secondo il suo gusto eclettico; abbandonato per decenni dopo la morte del figlio, è stato restaurato e riaperto al pubblico nel 2005.
Nel giardino si riconoscono tre parti. Al centro, l’imponente scalinata barocca fiancheggiata da statue e obelischi sale verso il Belvedere, ai suoi lati un giardino terrazzato bordato di iris e rose.
A sinistra della scalinata si estende l’ordinato frutteto, con la sua collezione di piante da frutto antiche tipiche dei giardini toscani. Lo popolano diverse varietà di meli, peri, susini e peschi. Da lì parte il pergolato dei glicini, al cui riparo si trova la collezione di ortensie, che conduce sempre al Belvedere. Una volta lì si può, a scelta, fare una sosta per prendere un caffè, leggere un libro o sorseggiare con calma un panorama da assaporare nel ricordo.
Dall’altra parte della scalinata si trova il fresco e ombroso bosco inglese percorso interamente da un sentiero serpeggiante e attraversato da una straordinaria serie di canali e vasche d’acqua.
E poi fiori e fiori, un po’ dappertutto rose, iris, azalee, ortensie, viburni, camelie, peonie, dalie…per farvi un’idea date un’occhiata al calendario delle fioriture.
Ai bordi del bosco inglese e affacciata su Costa San Giorgio, si trova Villa Bardini, ampliamento della seicentesca Villa Manadora. La villa composta da 60 stanze accoglie il Museo Pietro Annigoni, la Fondazione Museo Roberto Cappucci e la Fondazione Bardini Peyron che gestisce la villa e il giardino.

Fonti:
Bell’Italia, agosto 2009
Mariachiara Pozzana, Guida del Giardino Bardini

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5/05/2011

FIGURE, MEMORIE, SPAZIO
DISEGNI DA FRA’ ANGELICO A LEONARDO

8 marzo – 12 giugno
Galleria degli Uffizi
e Gabinetto Disegni e Stampa degli Uffizi

 Una mostra indimenticabile … cento disegni, equamente scelti tra quelli proprietà del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e quelli del British Museum, le due più vaste collezioni al mondo di disegni italiani del Quattrocento.

La mostra viene riproposta a Firenze, dopo il successo ottenuto a Londra presso il British Museum nella primavera scorsa, ulteriormente arricchita con integrazioni di disegni, incisioni e oreficerie.

Queste le parole con cui viene presentata l’esposizione, per averne la conferma e goderne un anticipo basta entrare nella pagina della mostra e ammirare la galleria.

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8/12/2010

Ti piacerebbe guardare negli occhi della Venere di Botticelli? E scoprire i minimi dettagli del vestito dell’Annunciazione di Leonardo? E se te diciamo che ora puoi fare tutto questo e molto di più a casa tua, senza bisogno di andare alla Galleria degli Uffizi di Firenze? Fino al 29 gennaio 2011 è possibile navigare gratuitamente all’interno di sei celebri dipinti ingrandendoli fino ai minimi dettagli soltanto con l’aiuto di un computer.

Collegandosi al sito http://www.haltadefinizione.com/ si può scoprire un paesaggio in miniatura dipinto da Leonardo, contare i fiori ai piedi della Primavera di Botticelli o conoscere i segreti della tecnica di pittura di sei capolavori degli Uffizi.

La Primavera (Sandro Botticelli);  Nascita di Venere (Botticelli);  l’Annunciazione (Leonardo da Vinci); il Battesimo di Cristo (Verrocchio e Leonardo da Vinci); il Bacco (Caravaggio) e il Ritratto di Eleonora di Toledo (Bronzino) sono stati i quadri scelti dal progetto Haltadefinizione. Questa nuova tecnologia permette di osservare dettagli fino a un centesimo di millimetro senza perdita di nitidezza. Si possono scoprire immagini uniche.

Questa tecnica era già stata usata per digitalizzare la capella degli Scrovegni di Padova e L’ultima cena di Leonardo da Vinci di Milano. La tecnologia utilizzata si chiama FlyBy e permette di vedere le immagini ad una risoluzione ottica minima di 1500 ppi (pixel per pollice) sulla misura reale dell’opera. Questa nuova tecnologia permette quindi di eseguire ingrandimenti di gran lunga superiori a quanto l’occhio umano può percepire anche con un’osservazione ravvicinata dei dipinti, consentendo di apprezzare il soggetto fotografato in modo unico e spettacolare.

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